La Storia dei gatti a pelo lungo
Molti studiosi ritengono che il progenitore dei gatti a pelo lungo sia il "felis manul o pallas cat", un piccolo gatto selvatico che vive nelle steppe e nelle zone montagnose dell'Asia centrale fino al Tibet e alla Mongolia. Pesa dai 3 ai 5 chilogrammi, ha una larga testa con orecchie basse e un lungo mantello con folto collare. I primi gatti a pelo lungo comparvero infatti in Cina, Russia, Persia, Afganistan e Turchia, tutti i paesi limitrofi all' habitat del felis manul.L e prime notizie su questa varieta' di gatti risalgono alla prima meta' del 500' e le troviamo nei quaderni di viaggio di Pietro della Valle, uno studioso esploratore che narra di aver visto a Chorazam, una provincia della Persia, dei gatti dal lungo mantello. A distanza di quasi cento anni, Nicolas Fabri de Peiresc, scienziato, archeologo e notabile al parlamento di Aix-en Provence, narra nei suoi scritti di una fiera che si tiene annualmente a Ardabil capitale dell'Azerbaigian, paese non lontano dalla Turchia dove vengono esposti i piu' begli esemplari dei locali gatti a pelo lungo chiamati "angora". Bisogna arrivare pero' alla "Storia Naturale" del Conte Georges Louis Buffon ( 1707-1788) per trovare per la prima volta la denominazione persiano - "..Discendente dal gatto d'angora della provincia del Chorazam, il persiano azzurro ha il pelo fine, grigio, lucido e setoso nei suoi chiari e scuri, piu' intenso sul dorso e piu' chiaro sul petto. La coda e pennacchio e' lunga cinque o sei dita..."- Buffon cita Pietro della Valle e Nicolals Fabri e narra di quanto questi gatti avessero affascinato gli stranieri da indurre i mercanti portoghesi a farne commercio fino alle Indie che a quel tempo erano gia' colonie inglesi. Il naturalista Lottin del Val, nel 1856, parla invece solo degli angora in un rapporto ufficiale al presidente della Societa' Imperiale di Acclimatazione trovato -...Ho questa bella specie (gli angora), sul grande pianoro armeno di Erzerum, altri ne ho visti nel Kurdistan e a Bagdad...- Nel suo rapporto sostiene di non aver trovato nessuna traccia di questi gatti in Persia per cui si puo' pensare che i gatti visti da Pietro della Valle provenissero dall'Armenia o dall'Azerbaigian. Lottin del Val racconta che l'arcivescovo di Van in Turchia ne possedeva tre: uno grigio, uno bianco e uno pezzato bianco e nero. Un'enciclopedia degli animali edita nei primissimi anni del 900' dalla Casa Editrice Libraria, ci da molte curiose notizie.- Numerose varieta' di gatti a pelo lungo turchini, argentati e bianchi, sono originari della Russia. Non desta alcuna meraviglia che in quella sterminata pianura di ono stati fatti chilometri e chilometri, percorsa da strade carovaniere che collegano ai paesi sacri dell'antichita', stentativi di importare i meravigliosi gatti della Cina, della Persia e dell'India settentrionale e quelli dei molti popoli che fanno corona all'impero moscovita. E' notevole che all'infuori del gatto turchino, nessun altro resiste all'atmosfera rarefatta delle alte regioni montane che essi devono attraversare prima di arrivare in Russia. In molti villaggi non e' raro incontrare una sorprendente quantita' di gatti turchini di notevole bellezza segnati da una fosca pennellata attraverso il corpo. Il tenore di vita di questi animali varia da un estremo all'altro perche' durante la breve estate russa essi vagabondano nei boschi tormentati da migliaia di insetti velenosi mentre d'inverno stanno chiusi tra le quattro pareti di un'isba sepolta dalla neve Molte belle pellicce importate dalla Russia appartengono a questi gatti e, prepararle per il commercio e' diventata una forte e fiorente industria. Il paese attorno a Kronstadt nei Carpazi meridionali e' famoso per la bellezza dei suoi animali ed e' qui che esiste una colonia di gatti che si dicono originari della Turchia. Non si e' potuto assodare se questi gatti fossero conosciuti anche dagli antichi e se i ricordi della storia cinese non recassero incidentalmente qualche luce dovremmo cercare nei miti persiani qualche notizia intorno alla mirabile distribuzione degli angora. Una varieta' affatto nuova e distinta e' l'angora color fumo; ha il pelo superficiale bruno scuro e nero ma ha una sottoveste d'azzurro e d'argento con una leggera spuma chiara attorno al collo Il brano riportato e' firmato dal naturalista e pittore Luois Wain e' corredato da molte fotografie che ci mostrano gatti dai corpi snelli e alti sulle zampe. Teste triangolari dai lunghi profili con occhi a mandorla e alte orecchie. Sono questi i gatti che il paziente lavoro di selezione degli allevatori ha trasformato negli attuali persiano.La vera storia del persiano inizia con la nascita della catofilia ufficiale e con la prima mostra felina organizzata al Cristal Palace di Londra nel 1871 da Harrison Weir. Scrittore, poeta, appassionato gattofilo e membro della prestigiosa Horticultural Society, questo stravagante personaggio intende con la sua iniziativa, attirare l'attenzione sui gatti ma in special modo su quelli comuni che predilige. La mostra ha un enorme successo e il pubblico puo' ammirare 170 gatti di varie razze; The Illustradede London New dedica alla mostra una copertina, il The Graphic fa un ampio sevizio corredato da numerosi disegni. Tra questi vi sono ritratti molti gatti a pelo lungo indicati sia come angora che come persiani. Il successo e' sancito dalla presenza della Regina Vittoria tra i visitatori ed acquista due persiani azzurri mentre il Principe di Galles firma con dedica la foto di un persiano vincitore di molti premi. Il persiano ha ormai il crisma della mondanita' e, sulla cresta dell'onda, viene fotografato tra le braccia di personaggi noti e viene esibito su cuscini di raso nei salotti dalle signore dell'alta societa'. L'eco della mostra al Cristal Palace varca i confini dell'Europa e arriva in America dove in diversi stati, gia' dal tempo dei pionieri, vi era l'usanza di fare delle rassegne di gatti durante le fiere di bestiame. I gatti locali era animali a pelo lungo grandi e maestosi che si dicevano originari del Maine. La prima esposizione si tenne nel 1881 nel museo Bunnel di Boston ma la mostra che segno' l'inizio della catofilia in America fu quella organizzata nel 1895 al Madison Square di New York da James T. Hide. Vi furono iscritti 176 gatti divisi per razza, classe e colore e i gatti locali chiamati maine-coon fecero la parte del leone. L'anno seguente, il dott. R.S.R. Hiudeckoper, uno dei giudici dell'esposizione di New York, fondo' il primo club del gatto americano che ebbe pero', vita breve perche' negli anni successivi i rustici maine-coon vennero detronizzati dai piu' morbidi e salottieri persiani importati dall'Inghilterra. La passione dei gatti dilago' in America e e, all'insegna del gatto persiano, sorsero moltissimi club.L'allevamento del gatto persiano inizio' in Inghilterra ed oltre alla celebre varieta' azzurra, si cominciarono ad allevare anche molti altri colori avvalendosi di incroci con gatti a pelo corto. Purtroppo la preziosa tonalita' blu'-lavanda era la varieta' maggiormente richiesta e gli allevatori britannici, per far fronte alla domanda accoppiarono genitori e figli e fratelli e sorelle. L'eccesso di consanguineita' causo', naturalmente, una depauperazione della razza e la perdita del prezioso colore azzurro che degenero' in un grigio scuro ed opaco.Per fortuna, in Francia e in altri paesi, il grosso pubblico non aveva ancora scoperto il gatto di lusso, e gli allevatori iniziarono con piu' tranquillita' a selezionare i persiani ottenendo tanti bellissimi colori oltre che la tanto decantata varieta' azzurra
Evoluzione del gatto persiano
L'attuale tessitura nel mantello del gatto persiano e' molto diversa da quella dei gatti di cento anni fa che era composta quasi esclusivamente da lunghi peli dominanti. L'attenzione dei novelli allevatori si focalizzo' su questa lunghezza che distingueva questi gatti ma si accorsero pero', che proprio il lungo mantello copriva l'agile e sinuosa eleganza del corpo, considerata la caratteristica peculiare del gatto. Fu notato un maggior equilibrio nei soggetti piu' raccolti e massicci e si resero conto che una struttura a "tutto tondo" era piu' in armonia con la pelliccia che si andava arricchendo di un folto sottopelo. Cominciarono quindi a selezionare cuccioli piu' aderenti a questa morfologia tenendo conto anche della decisa preferenza del pubblico per i gattini dai musetti piu' tondeggianti. Una spiegazione di questa tendenza la da' una teoria di Konrand Lorens, secondo la quale l'uomo si intenerisce quando nell'animale trova le caratteristiche che ricordano le sembianze infantili. Furono fatti tentativi per salvaguardare anche la razza originale ma il gusto e la pressante richiesta del pubblico, decretarono la scomparsa del gatto d'angora a favore del persiano. Si e' ipotizzato che alla trasformazione morfologica abbia contribuito il clima umido e freddo dell'Inghilterra, molto diverso da quello dei paesi d'origine e neppure si puo' escludere che anche un adattamento fisico naturale abbia spontaneamente aiutato l'evoluzione strutturale di questi gatti sulla quale si e' innestato il lavoro selettivi degli allevatori. In decenni di paziente selezione e' stata resa piu' massiccia la struttura con ossa e muscoli piu' corti e forti. La testa soprattutto ha mutato aspetto assumendo una totale rotondita' che esclude qualsiasi prominenza nel profilo. In un primo periodo la progressiva riduzione delle canne nasali e del muso ha creato dei problemi respiratori ma ora l'armoniosa modificazione del cranio con una fronte ampia e convessa e larghi zigomi, permette alle cavita' nasali ed ai canali lagrimali di avere un sufficiente sviluppo.
L'esotico
Le origini dell'Esotico sono legate NON all'immaginazione di un allevatore con l'intenzione di creare un persiano a pelo corto, ma da una serie di circostanze che hanno finito per imporlo. Agli inizi degli anni '60 negli Stati Uniti alcuni allevatori di American Shorthair, che cercavano di migliorare l'ossatura di questa razza, introdussero gatti Persiani nello loro linee di sangue. I risultati non si fecero attendere: l'aspetto dell'American Shorthair si modificò a poco a poco a tal punto che l'integrità della stessa razza ne stava per soffrire. i gatti così ottenuti somigliavano moltissimo ai persiani, solo che avevano il pelo corto. Tale tipologia di gatto, venne subito esclusa dal programma di allevamento dell'American Shorthair, era nata una nuova razza: l'Exotic Shorthair ( Esotico a pelo corto ). Nel 1967, l'Exotic fu ammesso a concorrere in campionato dal CFA e si posizionò ben presto all'apice del successo con una femmina Docia-Dao's Trilby, Esotica black smoke, con il primo gran campione riconosciuto alla razza. In Europa la razza venne accettata solo nel 1986 dalla Federazione Felina Internazionale subito ben gradita e apprezzata. L'Esotico è un Persiano sotto tutti i punti di vista, solo che non è ricoperto dalla magnificienza di una lunga e sontuosa pelliccia. Spesso il lungo mantello attira molto l'attenzione da far dimenticare che sotto si nasconde una morfologia particolare che viene maggiormente apprezzata grazie all'Esotico. Corpo corto e raccolto, pesante e basso sulle zampe, ossatura e muscolatura ben sviluppate, coda corta e proporzionata al corpo, testa rotonda naso cortissimo, piccole orecchie, occhi grandi e rotondi. Il pelo seppur corto, nella stagione invernale si fa pieno di un denso sottopelo, morbido e vaporoso. Questa razza è l'ideale per chi ama il musetto tipico del persiano, ma desidera un compagno di poche pretese e rispetto ad un persiano, la sua corta pelliccia riduce davvero al minimo le sue attenzioni inerenti alla toelettatura. Questo però non vuol dire zero toelettatura. Tutti i gatti hanno bisogno di un minimo di cure, e anche le varietà a pelo corto lasciano peli morti in giro, pertanto un bagno al mese e una pettinata due o tre volte a settimana eviterà di essere invasi dai peli morti e di questo ne trarrà beneficio in bellezza anche la sua pelliccia. Durante i periodi di muta il suo mantello andrà spazzolato con cura tutti i giorni. Resta sempre obbligatorio prendersi cura degli occhi, che come nel Persiano spesso tendono al lacrimare per via delle loro grandi dimensioni e dello stop pronunciato. Caratterialmente è un compagno piacevole, è dolce, bonaccione, senza essere tontolone, ha si il carattere del Persiano ma con un pizzico di briosità in più, soprattutto nella varietà Colourpoint visto che scorre sangue del Siamese a renderlo più vitale. Si affeziona a tutti i componenti della famiglia, si lega molto alla casa in cui abita. E' a suo agio in appartamento, ma se ha la possibilità di uscire è un abile cacciatore di topi.E' socievole con gli altri gatti e in genere può convivere bene anche con altri animali domestici. E' un gatto che non soffre di particolari patologie congenite ed è un animale forte e robusto che non si ammala facilmente.